martedì 16 aprile 2013

Piccolo corso generale sul capello afro

Come ogni volta che vedo un post di Greta di In Moda Veritas su Bloglovin' clicco e leggo.
Questa volta stavo leggendo un articolo della sua rubrica Inspiration. Greta attraverso questa rubrica ci presenta le donne che secondo i suoi gusti nel vestiario la ispirano. Questa volta si trattava di Solange Knowles. Fino a qui, non c'era nessun problema. Guardo le foto senza tanto badare alle tenute che indossa perché Solange mi piace a prescindere , trovo che in quello che indossa si esprimano la sua personalità e femminilità. Non sono le sue tenute che mi interessano, più che un'icona di stile, la considero un'icona della femminilità. E per me se c'è qualcosa che rappresenta la femminilità in una donna sono i capelli (o la loro assenza).




Solange ha cambiato tante volte il taglio di capelli ma quello a cui sempre torna è la sua chioma afro. Insomma i capelli senza trecce o non lisci o non nascosti sotto una parucca che ci viene cucita su trecce fatte con i nostri capelli. E appunto Greta nel suo post ha scelto più foto in cui Solange ostenta il taglio afro. Leggendo i commenti sono rimasta allibita dalle reazioni di alcune lettrici del tipo « i capelli non li concepisco », « è troppo capelluta », « mi piace come si veste, ma fossi in lei farei qualcosa per i capelli » ecc..Ma fare cosa per i suoi capelli ? Il capello afro è riccio e crespo, è proprio cosi' al naturale. I capelli lisci come si vedono su tante ragazze di colore NON SONO I LORO CAPELLI, il capello afro cresce di più in spessore che in lunghezza, insomma più sono lunghi più sono spessi e poi per mantenerli al naturale come lei lo fa è un vero lavoro che prende molto tempo. E lei l'ha spiegato benissimo in un intervista che gli ha fatto Garance Doré. Farsi le extension significa solo un riposo e protteggere i capelli afro dal freddo a cui non sono abituati. 



 


Sono sicuramente stata sensibile ai commenti (per non dire che mi sono girate le ovaie) perché sono di colore e quindi la chioma afro ce l'ho anch'io. Sono Francese ma con questo particolare che ho radici africane. Da bambina sono stata abituata a sedermi per ore e ore aspettando che mi facessero le treccine, da adoscelente ho iniziato a lisciarmi i capelli perché lo associavo ad un passaggio dall'infanzia all'adolescenza, poi io oggi, 25enne, mi faccio le trecce quando il tempo non è adattato ai miei capelli pero' appena arrivano i bei giorni torno alla mia chioma afro ma non li liscio più. Torno sempre a questo stile perché mi sento al mio agio. Avere extension anche se mi libera dal curare i miei capelli ogni giorno, significa una fonte eterna di forfora, di prurito e di odori poco gradevoli, perché anche lavandoli, lo sporco non se ne va completamente perché bloccato nelle trecce. Lisciarli significa modificare il tuo capello, prosciugarlo e soprattutto sempre prendere il rischio di rovinare il cuoio capelluto per le sostanze che vengono usate nei prodotti.

Se pensate che sono i suoi veri capelli, mi spiace ma anche no ragazzi !
 
A dir la verità il taglio afro non è parte della cultura africana, sono le trecce ad esserlo. La storia degli afro-americani e degli africani è intimamente legata, da una parte perché i primi hanno vissuto la schiavitù e dall'altra perché i secondi hanno vissuto la colonizzazione. Non sono li' per giudicare ma so che queste due pratiche hanno generato la creazione di metodi, negli USA a partire dalla metà del '800, per lisciare il capello afro e renderlo simile al capello occidentale, ma hanno anche fatto apparire il taglio afro negli 60, epoca di lotta dei diritti civili per gli afro-americani e periodo di indipendenza sul continente Africano. Il taglio afro in questo contesto rappresentava per l'uomo di colore, americano o africano, la sua identità, la sua fierezza, c'era quindi un significato politico-sociale dietro un semplice taglio che noi oggi consideriamo un ridicolo fatto di stile.



Julia Sarr Jamois




E' proprio per questa ragione che vederlo calpestato da commenti del genere mi ha alterata. Ho notato nei primi mesi in cui sono arrivata in Italia che il mio afro attraeva tanta attenzione  sia postivamente che negativamente, la gente non smetteva di guardarmi. In Francia non è mai stato cosi', ma so benissimo che per andare ad un colloquio non mi presentero' mai con un taglio del genere. Pero' qua in Italia sembro quasi una meraviglia, una cosa che mi scoccia abbastanza. C'è sempre chi ti chiede di toccare i tuoi capelli quando hai un afro, cosa che in Francia non è mai successa infatti li' la voglia si è fermata al liceo..e poi viene  giustificato con il fatto che l'Italia non ha la storia coloniale della Francia quindi dovrei considerare normale che la gente mi faccia domande stupide sui miei capelli o abbia voglia di toccarli. Non c'è la stessa storia di sicuro ma ci sono i mezzi di informazioni.
L'ignoranza è un male maligno, ma non la perdono perché oggi abbiamo tanti mezzi a dispozione per curarcene, soprattutto quando si vive in un paese come l'Italia che ha elettricità e una connessione internet efficiente e in cui mi sembra che non ci sia vietato fare ricerche su Google e scrivere « afro ». Poi vorrei anche fare presente a chi trova il capello afro inconcepibile che è colpito da una malattia che si chiama razzismo ordinario o primario, insomma perché sei diverso, sei strano. Perché trovarlo inconcepibile quando ci è stato dato dalla natura ? Mica io vieto alla gente di tipo caucasica di andare con i capelli corti, lunghi, lisci o ricci ?

Quindi no, italiani, su questo punto non vi perdono, curate la vostra ignoranza.

lunedì 11 febbraio 2013

Se fossi alla Fashion Week indosserei...#2

Eccolo qua il secondo potenziale look di Fashion Week che ho  creato. Vi ricordate ? La settimana scorsa vi ho detto che avevo creato questa serie nello scopo di dare fiducia alla gente. Ecco perché oggi ho deciso di trasformare un look giornaliero in uno più chic grazie a un elemento : un bel paio di tacchi rossi.




Indosso quel che sono e sono quel che indosso. Penso che questa tenuta sia una delle migliori definizione di chi sono. Mi piacciono i colori, il vintage, la salopette che indosso con il mio cardigan nero sotto la mia giacca di cuioio, insomma se mi piace quello che ho addosso significa che saro' al mio agio. Questi vestiti sono quelli che indosso al solito quando esco con amici.
Leggo sempre di più su blogs e siti che ci sono alcuni che vanno alla Fashion Week nella speranza di avere il loro minuto di fama facendosi immortalare dai maestri dello streetstyle. Personalmente, me ne frego assai di avere o no il mio minuto di fama, ma sono del parere che non tutti i fotografi che vanno alla FW sono dei mostri sacri dello streetstyle con cui non avrete il tempo di parlare perché sempre alla ricerca del prossimo "great look". Più che attrare l'attenzione penso che farsi fotografare è un buon metodo per incontrare nuova gente. Il che spiega perché oggi ho deciso di rivelarvi un mio segreto ovvero come trasformare una tenuta semplice in una tenuta chic grazie a un vestito, un accessorio o un paio di scarpe originale. E qua penso che avrete già capito che il fattore "chic" di questo outfit sono proprio quei tacchi rossi.
Dopo di tutto, i vestiti sono un bel modo di iniziare una conversazione.


Se non avete il budget come me per comprarvi grandi brands, indossate vestiti in cui vi sentite allo stesso eleganti e confortevole, poi aggiungete l'elemento che farà che la vostra tenuta sarà notata.

Qual'è il vostro fattore "chic" per trasformare una tenuta semplice in una notevole ?

venerdì 8 febbraio 2013

Royal Cheese

Della groove made in France per le vostre orecchie oggi. Accogliamo adesso un gruppo che non teme il limite dei generi per il nostro più grande piacere : Royal Cheese 



Compostoo di cinque membri, Royal Cheese ha la nobile ambizione di voler unire sonorità funk e atmosfera electro-house. E a vedere la loro produzione, possiame dire che è una scommessa riuscita. Ci piace il misto di assoli di chitarra funky, linee di basso groovy, e riconoscerete sicuramente pezzi delle grandi voci della soul che li hanno ispirati; il tutto in un'atmosfera electro che dà più leggerezza e  voglia di ballare.
Un vero piacere uditivo.

Royal Cheese|Facebook|Youtube

lunedì 4 febbraio 2013

Se fossi alla Fashion Week indosserei...#1

No, non ho dimenticato che oggi era lunedi' ! Ho creato una serie di posts per mostrarvi cosa indosserei se fossi alla Fashion Week (vedete da dove esce il titolo molto originale di questo post vero ?). Quindi per i prossimi lunedi', vi proporro' le tenute che ho ideato per la settimana della moda.

Ho creato questa serie avendo in mente le bloggers (ma non solo !) che andranno per la prima volta alla FW e che hanno paura di non essere abbastanza ben vestite. Ovviamente le tenute che vi presento possono piacere più o meno, ma non ho fatto questa serie per dare consigli su come vestirsi per la settimana della moda, invece è mirata a dare fiducia alla gente. Anche se non indossate vestiti di brands importanti, non dimenticatevi che siete voi a fare una tenuta, perché siete quel che indossate e indossate quel che siete.

Ed ecco qua la prima tenuta   !



Oh, quasi dimenticavo di dirvi, certo propongo un outfit ma con me dentro ! Al mio parere, questa serie non avrebbe senso se la facessi mostrandovi moodboard con vestiti che non ho. Dopo di tutto, è molto più divertente farlo me stessa con i miei vestiti. Più seriamente, penso semplicemente che abbia più senso cosi' e spero che la mia idea vi sarà piaciuta.


Allora, il vostro parere su questa vera-falsa tenuta di settimana della moda ?

Fashion Week Manifesto

Anche se siamo lunedi' e che dovrei presentarvi una mia tenuta, invece vi faro' presente i miei pensieri sulla Fashion Week, dopo di tutto ci siamo quasi.

Kaal E. Suktae, Low Classic Studio, Lie Sang Bong


Eccoci qua, il mese più frenetico del mondo della moda sta per iniziare, sto parlando della Fashion Week. In realtà siamo già dentro visto che la Fashion Week per uomini si è appena conclusa, ma non è niente in paragone a quello che sta per arrivare : un pesante bombardamento delle ultime tendenze viste sulle passarelle.

Come mi sento all'approccio della Fashion Week ? Posso dire che sento già qualche sintomo di fashion overdose ? Non capirmi male, adoro la moda, sinceramente, se non fosse il caso quale sarebbe l'uso di questo blog ? Pero' inizio sempre ad avere la nausea durante la FW perché tutto va e viene a una tale velocità che per me, risulta molto difficile digerire tutta questa moda. Poi, anche se scopriamo nuove collezioni ho sempre l'impressione che si parla degli stessi brands, gli stessi designers, insomma li conoscete Chanel, Dior, Saint Laurent (che si è recentemente separato da Yves, Hedi non ti perdonero' mai !), Balmain, Dries Van Noten, Alexander Wang, Louis Vuitton ecc..Mi piacciono tutti questi designers ma perché non dare anche spazio a quelli che sono meno famosi per più di novità o parlare delle altre FW, sapete, quelle che non accadono a NYC, Parigi, Milano e Londra ? Sono arrivata a un punto in cui trovo la FW noiosa.


Lee Young Hee, Kaal E. Suktae

Ma questo non significa che non mi piacerebbe andarci per sentire l'atmosfera, cosa fa di essere ad una sfilata, vedere come le modelle si muovono sulle passarelle, sentire l'isteria, il tumulto che circonda quest'evento. Tuttavia siccome non ho ancora avuto la possibilità di andare ad una FW, mi accontentero' di mio computer e del livestreaming.
Quindi prima di fare più digressioni, rispondero' alla domanda che mi ha spinta a scrivere questo post : Perché non parlero' della FW su Incognito ?
Prima di tutto, penso che ci siano già tanti blog, riviste stampate e online che ne parlano che non vedo l'interesse di aggiungere più rumore a questa cacofonia "modesca", poi ci sono bloggers che analizzano cosi' bene la FW che anche qua non vedo l'interesse di farlo. Aggiungerei pure che c'è tanta frenesia attorno a questo evento che alcuni non fanno più la differenza tra parlare della FW e analizzarla in modo interessante. 
Poi ho pensato a me, voglio dire a voi, i miei lettori, perché venite su Incognito ? Cosa vi aspettate di trovarci ? Sinceramente, nonostante mi piaccia l'alta moda, non posso permettermela e suppongo che per la maggior parte di voi che mi leggete è la stessa cosa. Sapete tutti che cio' che fa Incognito è la curiosità, per cui ho scelto di fare la mia propria Fashion Week prononendovi qualche idea di tenute " Se fossi alla FW indosserei...", presentarvi degli stilisti di cui magari non avete ancora sentito parlare (tra cui alcuni hanno dei prezzi abordabili) e riflettere sul mondo della moda.

Allora cosa pensate del mio programma per la settimana (anzi il mese) della moda ? Fatemi sapere nei commenti !

ps : Se tornate verso le 4, troverete un altro post ma non vi dico niente di più ! Venite e vedrete ! 

giovedì 31 gennaio 2013

Fotografa : April Lea Hutchinson

Sono una donna e siccome mi piace esserlo, penso che cio' sia la spiegazione della mia sensibilità per le donne che ne fotografano altre. Ecco perché sono particolarmente attratta dalle foto di  April Lea Hutchinson, una fotografa e modella.



Fotografa : April Lea Hutchinson 
I siti di April : Carbonmade / Flickr / Tumblr 
April modella : Carbonmade / Tumblr

Perché April Lea Hutchinson ? C'era questo ragazzo che stavo frequentando chi entrando nella mia stanza mi chiese gentilmente : "Ma tu sei lesbica vero ?" Beh, se ti sto frequentando direi di no almeno che tu sia una donna e che me l'hai nascosto..come potete vederlo alcuni uomini non sono cosi' brillanti, ma questo qua anche nella sua stupidaggine è riuscito a farmi riflettere. In effetti la sua domanda non è stata fatta di punto in bianco, glielo concedo, me l'ha chiesto perché la mia stanza era piena di immagini di donne. Pero', lui è riuscito con la sua domanda a farmi riflettere sulla mia femminilità. E' proprio grazie a lui che ho capito quanto mi piaceva essere una donna e quanto le immagini attaccate sulla mia parete fossero importanti nel ricordarmi che anche io ne ero una con la sua femminilità. 
Quindi suppongo che ho sentito la stessa cosa vedendo le foto di April. Le sue immagini sono cariche di sensualità e sessualità. E anche se non sono proprio un'ammiratrice di vagine messe in espozione devo dire che apprezzo il lavoro di April perché è un'esplorazione di cosa significa essere una donna, come esprimiamo la nostra sensualità e sessualità, insomma a lei piace il tema della femminilità, e se non sbaglio la vagina fa parte di questo insieme (scrivere la parola vagina in ogni frase che faccio mi dà quasi l'impressione di essere Leandra Medine di  Man Repeller , se siete lettori del suo blog mi capirete, se non è il caso, scusate il numero  di volte in cui vedrete scritto "vagina" in questo post).

In quanto fotografa e modella è in grado di capire bene la femminilità dato che è dietro e davanti alla macchina fotografica. Penso di poter capire il suo approccio anche se non avro' mai il coraggio di posare nuda come lo fa lei, mi sa che considero che la mia vagina abbia ancora qualche privacy anche se poso nuda. Ciononostante, credo che guardare i suoi scatti potrebbe aiutare le donne ad avere più fiducia in loro. Il tipo di ragazza che fotografa non è quella che vedete su ogni rivista di moda. Più che puntare sulla loro plastica punta sulla lora femminilità in un modo che possiamo sentirci vicine a loro.  

Cosa vedo. Questo scatto ha immediatamente attrato la mia attenzione per la sua semplicità. Perché alla fine cosa c'è dentro ? Quasi niente. Una donna che sta davanti ad una finestra in una stanza apparentemente vuota con qualche pellicola buttata sul pavimento. Non so perché ma ho la sensazione che potrebbe essere un'immagine di Vogue, dell'edizione italiana più precisamente. Al mio parere, questo scatto valorizza l'arte della fotografia e la femminilità allo stesso tempo.

Al primo piano, avete queste pellicole usate sul pavimento che suggeriscono che questa foto non è stata scattata con una macchina digitale. Anche se non possiamo vederle bene perché  siamo accecati dalla luce del giorno siamo attrati da loro, le stiamo guardando appunto per questa luce accecante. Ed è proprio quella luce che dà importanza a questa foto. Non è la tipica luce dolce con raggi giallastri e rossici di una giornata di sole e senza nuvole. Al contrario è una luce bianca che quasi disturba l'occhio quando guardiamo la finestra ma che si rivela utile alla fotografa per mettere in evidenza la femminilità della sua modella. Vedete come il corpo della modella prende delicatamente forma sotto la sua camicia di notte ? Ecco qua la femminilità di cui vi sto parlando e che non sarebbe stata visibile se non per questa luce apparentemente opaca.

Trovo questo scatto fantastico perché pur non essendo un nudo ci emana la stessa energia e forza che se ne fosse uno. Il fatto è che apprezzo il lavoro di April perché sa cos'è  la giusta via di mezzo, insomma se è necessaria una vagina o no. Ecco perché anche quando scatta solo un ritratto  permane qualcosa di erotico.


Se seguite Incognito dall'inizio avrete notato quanto mi piace parlare di donne e femminilità, ecco perché traspare anche in Shoot That Thursday. Siccome mi piace particolarmente questo argomento mi stavo chiedendo se foste interessati se aprivo una rubrica che ci sarebbe dedicata.


Lasciatemi i vostri pareri nei commenti : Vi piace il lavoro di April ? Vi piacerebbe sentire di più parlare di donne e femminilità sul blog ?

mercoledì 30 gennaio 2013

Incognito : Nuova partenza

"Non c'è niente di costante, tranne il cambiamento."
 Buddha



Disegnato da Ieva Ku

Alcuni di voi l'avranno già notato, Incognito sta diventando sempre più  personale, mi assomiglia sempre di più, insomma Incognito sono io. Io sono Shug Avery, la persona che ha inizialmente creato questo blog a Luglio 2011. Le mie amiche Absolute.B e Blondyn' Bubble hanno accettato di raggiungermi e di far parte del progetto Incognito. Absolute.B conosceva già il mondo del blogging poiché leggeva già blog mentre Blondyn' ed io eravamo le sue alunne. Insieme abbiamo creato contenuto, lavorato sulla forma del blog, il suo concetto ecc..devo dire che senza di loro Incognito non sarebbe quello che è oggi : un blog mischiando cultura e moda, un blog volendo aprire nuovi orizzonti ai suoi lettori.
Tuttavia, col passare del tempo Incognito è iniziato ad assomigliarmi sempre di più perché ognuna di noi si è resa conto di cio' che voleva.  Absolute.B si è scoperta una passione sempre più grande per la musica e cosi' è nato il suo Tumblr, Absolute Bassline, mentre Blondyn' ha preferito concentrarsi su i suoi studi e la sua vita. Per quanto mi riguarda ho deciso di continuare Incognito perché mi piace, e amo il modo in cui si sta sviluppando. All'origine avevo in mente creandolo una rivista, ma la mia idea ne era molto vaga e abbastanza pretenziosa al mio parere, soprattutto quando come me si ha un background letterario e non giornalistico. Amare leggere e scrivere è una cosa ma saperlo fare bene e creare da A a Z una rivista è tutt'altro che facile. Allora mi sono messa a riflettere. Facendolo mi ha permesso di notare che mi piaceva sempre scrivere, ma soprattuto ho notato quanto il blogging avesse preso spazio nella mia vita. Mi piace creare contenuto, leggere le reazioni dei miei lettori, scoprire nuove cose, farle conoscere ai miei lettori, parlarli delle mie passioni e ossessioni (di cui la Corea del sud e l'Asia fanno parte se non l'avevate ancora capito..) e soprattuto mi piace il dialogo che lentamente sta iniziando ad instaurarsi in maniera costante con loro, un dialogo che non avrei se lavorassi per la stampa (pero' il giornalismo rimane comunque un mio grande sogno). Allora ho iniziato a sognare, sognare di diventare una blogger professionista per continuare a dialogare in tutta libertà con voi, miei lettori. Ma tra sogno e realtà c'è un abisso enorme che devo colmare da sola pensando in modo più strategico e informandomi su come diventare blogger pro.

Spero che la nuova strada che sta prendendo Incognito da solo, senza Absolute.B e Blondyn' Bubble vi piaccia e che mi aiuterete e sostenerete nel realizzare i miei sogni nel mondo virtuale.

lunedì 28 gennaio 2013

Alla ricerca di orecchini

Non so se avete notato quanto mi piacciono indossare orecchini enormi. Il fatto è che avevo una collezione piuttosto consistente che pero' è diminuita perché come Pollicino, li ho seminati per strada durante i miei viaggi. E adesso l'unica cosa che voglio è ricomporre la mia collezione, il che spiega la mia ricerca di nuovi orecchini.

Adoro gli orecchini enormi. Qualunque sia la loro forma. Ma la cosa che mi piace di più è giocare con i colori, è estrememamente importante per me che i miei orecchini si abbinano al mio colore di pelle. Penso che tra tutti i gioielli che ho do' più importanza agli orecchini perché grazie a loro una semplice tenuta puo' diventare originale.
Credo di esser particolarmente attentiva a questi gioielli per le mie origini. Avendo vissuto in Africa durante la mia infanzia, sono stata molto influenzata dagli enormi gioeilli e orecchini che portavano le donne li'. Mi piacciono gli orecchini (e i gioielli in generale) che sono grossi, colorati e con una bella forma.

boucles trouvées sur Young Republic et Asos.

Adesso che vi ho descritto il tipo di orecchini che mi piace, avete il diritto di chiedermi perché, nella selezione che ho fatta ho solo scelto orecchini dorati quando mi piacciono i gioeilli argentati e colorati. Ed ecco qua la mia risposta : penso che la mia selezione faccia senso poiché l'oro si abbina alla perfezione con la mia pelle. Ma non si tratta solo di questo. Ultimamente sembra che mi piaccia sempre di più il minimalismo perché sono più attentiva alle forme e guardo di meno il superfluo, insomma i dettagli, meno ci sono meglio è. "Less is more", la concentrazione sull'essenziale non mi è mai apparsa cosi' sensata. E cosa di più essenziali che le forme che si trovano alla base di ogni creazione ?

Cosa pensate della mia selezione ? Cos'è il minimalismo per voi ?

giovedì 24 gennaio 2013

Shoot That Shug : Io Modella

A volte, mi piace scorrere il mio Tumblr per leggere cosa ho scritto o per rivedere le foto di me che ci ho messo. Penso che sia un buon esercizio per me che sono in constante riflessione fotografica, ma anche per vedere come scrivo e qual'era il mio stato di mente durante i shooting a cui ho partecipato. Ecco qua una foto di Lili Renée.


 


Chi ? Lili Renée

Dove ? Bordeaux

Effet ricercato. Lili mi ha conttata tramite mail per prendere parte al suo progetto "Corps et Décors" (Corpi e Scene). Riguardo al suo progetto Lili dice : "Attraverso questa serie [ho] voluto far risaltare la bellezza e la delicatezza della donna con sempre in mente un certo pudore".

Feeling. E' probabilmente il primo shooting che ho fatto in compania di altre modelle e dove sono stata truccata e pettinanta. Mi ricordo di esser stata molto eccitata a quest'idea. Era anche l'occasione per me di scoprire le ragioni per cui le altre ragazze posavano. Abbiamo anche parlato della nostra attività di modella e di fotografia. Mi ricordo anche che è durante questo shooting che ho sentito parlare per la prima volta della fotografa Sara Moon.
Penso che mi sia piaciuto questo shooting perché ero curiosa di cosa avrebbe fatto Lili. Volevo sapere qual'era la sua visione della donna. Guardando le sue foto, mi ha dato l'impressione di avere un universo delicato e atemporale. Con questa serie di foto vi renderete conto che queste donne che vedete durante i loro momenti intimi sono difficili da mettere in un contesto spazio-temporale. E' proprio per questo che mi è piaciuto ancora di più lo shooting. Adoro la visione che Lili ha delle donne anche se sono lontana di essere un esempio di delicatezza ! La scena è anche abbastanza impressionante secondo me perché si tratta di un decor che gioca sull'esterno e l'interno. E' come se queste donne vivessero questi momenti di intimità essendo osservate.

Se volete vedere più foto cliccate qui. 

Sono molto curiosa di avere il vostro parere, cosa pensate di questo shooting e della sua messa in scena ?

mercoledì 23 gennaio 2013

Intervista - Greta Miliani, blogger di In Moda Veritas Part. II

Ed ecco la seconda parte dell'intervista che ho fatto a Greta di In Moda Veritas. Se non avete ancora letto la prima parte, la potete trovare qui.




Nome : Greta Miliani
Blog : In Moda Veritas 
Conttati : Facebook / Twitter / Blog / Bloglovin / Instagram 





7. So che la scrittura è una tua passione e il tuo blog lo dimostra, cosa vorresti che il tuo blog ti porta ?

Io ho aperto il blog con due intenti: il primo, come ho detto prima, è quello di far conoscere al mondo il mio punto di vista sulla moda e non solo, sperando nel feedback dei lettori. Ci tengo a rimarcare questo punto perché qualche giorno fa, parlando con altre blogger, è venuto fuori che le ragazzine che decidono di aprire un blog adesso lo fanno solo nell'ottica di diventare una nuova Ferragni. Testualmente chiedono "ma se faccio così e cosà, guadagno fama e posso comprarmi l'ultima borsa di Miu Miu?". E' triste, ma accade sempre più di frequente.

  1. E' quello che volevo intendere con la domanda sulle outfit bloggers perché ne nascono tante. Allora niente sogno di diventare giornalista ?
Il secondo intento, invece, è come lo chiamo io "usare il blog come esercizio di scrittura". Ovviamente un post non ha le caratteristiche di un articolo di giornale, però cerco di rispettare le 5 W, di scrivere contenuti corretti in italiano e interessanti e stuzzicare una risposta nel lettore. C'è molta ricerca dietro ogni post che leggi su IMV..a volte ci metto delle ore e sono estremamente pignola, ma devo far così o non sono soddisfatta. Non ho mai pensato che il blog mi porti da qualche parte. Spero che sia una vetrina per un futuro nel mondo giornalistico o quantomeno un inizio, però cerco di restare coi piedi saldi a terra.

  1. Qual'è l'esperienza più bella che hai vissuto grazie a IMV ?
Nel giornalismo e nel settore dell'editoria in generale spero e voglio entrarci, ma grazie anche agli studi che sto facendo. Il blog è un di più, ecco.
Al momento posso dire quella recente con il brand di gioielli Pandora, che ha coinvolto me e altre 9 bloggers in un progetto splendido chiamato Women Like You. Questo progetto vuole premiare il talento delle donne straordinariamente normali, quelle migliaia di donne che sono anche mogli, madri e lavoratrici e che ogni giorno si alzano e compiono piccoli grandi gesti per rendere il mondo dei loro cari (e non solo) un posto migliore dove vivere.
Mi fa enormemente piacere sapere che ci sono aziende legate alla moda e al lusso che tengono in considerazione la gente comune e che della normalità fanno il pregio e la qualità più importanti.

  1. E ultima domanda che sempre mi sono fatta : come mai In Moda Veritas ?
Mi fa piacere che tu mi faccia questa domanda In Moda Veritas nasce ispirandosi alla celebre massima latina "In Vino Veritas". Quando uno beve, non ha freni e si dimostra per quello che è realmente, fa e dice cose che altrimenti terrebbe per sè. Mostra il suo vero essere. Allo stesso modo, a mio avviso, la moda è oltre che un'espressione artistica, è anche il veicolo tramite cui un popolo può mostrarsi per quello che è realmente. La moda come espressione di una cultura, dei costumi e degli usi. Il concetto può essere anche accostato a quello del made in Italy, se vogliamo. Ecco, io attraverso IMV cerco di mostrare al mondo come la moda possa essere un motore che scuote i nostri più intimi desideri, passioni, sogni. La moda ha così tante sfaccettature che sarebbe un peccato limitarla a logiche di mercato e prezzi. Il sogno è una componente fondamentale. E' la parte romantica e più nascosta, ed è per me quella da rivelare e portare all'esterno. 


Spero che vi sia piaciuta l'intervista e che vi ha permesso di vedere meglio chi è Greta. Se volete aprire il dialogo su alcuni argomenti trattati, lasciata qua un commento, grazie !

lunedì 21 gennaio 2013

Boots coi tacchi, comfy boots

Ragazze, non avete mai sognato un bel paio di boots coi tacchi ? Suppongo che quelle che non si sentono al loro agio sui tacchi mi risponderanno di no. Pero' se vi dico che sono riuscita a trovare il paio perfetto, mi crederete ?


Come già detto più volte qua mi piace molto Yesstyle, ed è la ragione che mi basta per seguirli su Facebook e Twitter per poterli spiare in eterno su ogni social media a cui sono iscritta. Ed è proprio spiandoli su la loro pagina Facebook  che ho visto un messagio invitandoci, noi, bloggers a scriverli se appassionate di moda e scarpe. Il mio tratto distintivo essendo la curiosità non potevo non rispondere alla loro richiesta, ed è cosi' che ho scoperto  Yeswalker, la sorellina di Yesstyle, che come lei vende prodotti di moda alla differenza che si concentra sulle scarpe e le borse. Quindi praticamente, mi è stata data l'opportunità di scegliere un paio di scarpe (o una borsa) sul sito di Yeswalker.

A quel momento avevo proprio bisogno di un bel paio di boots, ma non le solite, volevo qualcosa che fosse femminile ma allo stesso tempo non troppo chic. Mi crederete se vi dico che trovare un paio di boots rispondendo ai miei criteri è stata un'ardua intrapresa ? Beh a dire il vero è stato cosi' fincché i miei occhi incontrassero "loro", e loro sono i miei boots invernali coi tacchi.

foto, cortesia di Yeswalker
Sembravano perfetti per una bella camminata senza temere un invito a zoppicare in fine giornata. Marilyn disse una volta : "Non so chi abbia inventato i tacchi alti, ma le donne gli devono molto". Sono d'accordo, completamente d'accordo con lei ma avrebbe anche potuto farci sapere che dovremmo anche al suo inventore tanti dolori ai piedi.
Comprare tacchi in un negozio fisico o online è secondo me una cosa difficile, perché anche se nel primo caso c'è la possibilità di provarli, è solo per un breve tempo quando il tempo è proprio quello che bisogna per sapere se un paio di tacchi sarà sopportabile o no. Per quanto riguarda il secondo caso l'unica cosa da fare è aspettare. Quello che ho apprezzato su Yeswalker è che per compensare quell'attesa e il fatto di non poter provare le loro scarpe, hanno messo sul loro sito foto di un'eccellente qualità per mostrarci i loro prodotti su tutti gli angoli. E quando dico su tutti gli angoli, non è uno scherzo. E' sicuramente quello che mi ha convinta di scegliere questi boots.

Appena tornata in Italia, la prima cosa che feci fu di provarli e camminare dentro casa con loro. Lo faccio sempre appena compro scarpe cosi i miei piedi si possono abituare a loro. Pero' ovviamente camminare dentro casa non basta visto che camminare dentro casa non è la stessa cosa che passeggiare per strada. Ecco perché sono andata a farmi una bella camminata di 30min-1ora. Cosi' mi sono convinta che questi boots erano una vera buona scelta perché anche camminando tanto, non ho sofferto niente dolore. 


L'unica cosa è che mi aspettavo ad una migliore qualità del materiale. Ho avuto qualche difficoltà a chiudere la cerniera e anche se queste scarpe sono in similpelle mi aspettavo appunto ad una miglior qualità. Penso che sia un peccato poiché il loro design è fatto proprio bene e che la soglia è di una comodità unica.

Con questi boots ho scelto uno stile molto sempre con il mio vestito Yesstyle di cui vi ho già parlato qua. Non ho voluto aprire la cerniera perché volevo che si vedesse appunto il suo dettaglio e poi non volevo distruggere la forma iniziale del vestito.



   Allora cosa pensate di Yeswalker ? Vi piace la mia tenuta ?


Vestito - Yesstyle 
Boots - Yeswalker
Pendenti - regalo
Anello - disegnato da mio padre e fatto in Mali
Bracciale - Bocage (Francia) 
 

mercoledì 16 gennaio 2013

Semipermanent & Moda

Lo sapete già il motto di Incognito è  : "Il blog culturale che non manca di stile" il che significa che anche se la moda è l'argomento principale del blog non si tratta solo di lei. La cultura, è al mio parere, la cosa che dà forma a questo blog. Pero' non si trova cosi' almeno di cercarla, scavare per trovarla, ecco perché la curiosità è anche un'altra caratteristica di Incognito. Cultura e curiosità sono il motivo per cui ho scoperto  Semipermanent, un programma TV che fa scoprire la Corea del Sud grazie ad una coppia di espatriati, Erik Moynihan e Tiffany Needham. Oggi li lascio trasportarvi dietro le quinte della moda coreana MA vista attraverso occhi da chi non è coreano.


Prima di cliccare su "play", devo dirvi che per guardare questo video bisogna tempo (esattamente 24 minuti) siccome è una puntata intera. Pero' vi posso assicurare che dopo averla guardata sentirete che vi si è aperta la mente e che avete imparato qualcosa (preciso che il programma è in inglese).







Se volete vedere più puntate di Semipermanent, vi invito ad andare sulla loro  Pagina Facebook  dove sono caricate tutte le puntate.
 

Sono curiosa di sapere cosa pensate di questo programma. Potete lasciare un commento qua sotto per dirmi se vi è piaciuto, cosa pensate della moda coreana ecc..

mercoledì 9 gennaio 2013

Intervista - Greta Miliani, blogger di In Moda Veritas

Siccome vivo in Italia, è ovvio che leggo anche blogs italiani. Ho notato che qua la maggior parte delle fashion bloggers sono outfit bloggers ma che ci sono anche siti che puntano sulla moda E sulla scrittura. Per me che ho una laurea in cultura e lingua italiane, questi qua sono i più interessanti perché mi permettono di continuare ad imparare l'italiano e di apprendere di più su di voi italiani e il vostro paese. Tra tutte le bloggers italiane che conosco una mi ha particolarmente colpita per le sue conoscenze in moda e la sua piuma : la mia amica e blogger Greta Miliani di In Moda Veritas.






Nome : Greta Miliani
Blog : In Moda Veritas 
Conttati : Facebook / Twitter / Blog / Bloglovin / Instagram 


Mi piace Greta perché è spiritosa, divertente, colta e scrive proprio bene, la invidio tanto per quest'ultimo punto. Sa molto più di me sulla moda quindi leggere il suo blog è sempre un'esperienza che arrichische, e penso che sia proprio questo che fa che torno sempre a leggerla. Quando si finisce di leggere un suo post o ci ha insegnato qualcosa si è chiaccherato e passato un gradevole momento soprattutto il giovedi', giorno della sua rubrica Hot or Not in cui presenta secondo i suoi gusti le più belle e pessime tenute che ha visto su personal style bloggers. Greta porta anche molto attenzione ai suoi lettori e si vede nei suoi articoli e nei commenti ed ultima cosa, mi piace il suo blog perché rifletta proprio quello che è nella vita offline. 
lncognito è nato in Italia ma come sapete sono francese. Vivendo tra l'Italia e la Francia ho notato che il blogging varia a secondo del posto in cui si vive, per cui ho fatto qualche domanda a Greta sul blogging in Italia, quindi ecco qua la prima parte della sua intervista :


Allora prima di tutto presentati

 Mi chiamo Greta Miliani, ho compiuto 24 anni da poco, abito e attualmente risiedo a Pisa. Sono una laureanda in Comunicazione, Media e Giornalismo e l'anno scorso ho concluso un Master in Comunicazione e Giornalismo di moda. Possiedo anche un blog di moda che si chiama In Moda Veritas. Lo studio e il blogging mi hanno portato ad 'allontanarmi' dalla mia città e girare un po' per l'Italia, soprattutto tra Firenze, Roma e Milano. Questo fatto mi ha dato la possibilità di allargare i miei orizzonti, entrare in contatto con ambienti e mentalità totalmente diverse rispetto a quelle del panorama a cui ero generalmente abituata e questo, ovviamente, credo mi abbia arricchita.


Sai che io sono francese e sto scoprendo il blogging in Italia per cui ti vorrei chiedere come consideri il blogging nel tuo paese ?

Con una punta di amarezza, l'Italia nei confronti del blogging è il fanalino di coda, non solo d'Europa, ma anche del resto del mondo. Non so perché, ma in Italia arriviamo sempre dopo. Magari poi facciamo le cose in modo migliore, ma c'è sempre questa paura che ci blocca. Magari intuiamo potenziale, ma non arriviamo mai prima...lasciamo sempre che gli altri sperimentino qualcosa, dopodiché arriviamo noi. Questo discorso può essere applicato anche al blogging. In USA i fashion blog nello specifico esistono da oltre 10 anni. In Italia sono considerati da 2, più o meno. Siamo ancora allo stato embrionale. Credo che ci sia ancora tanto da fare, provare e scoprire.


Sono del tuo parere quando dici che in Italia si è ancora allo stato embrionale. Con l'evolvere del blogging pensi che sia ancora valido avere un blog dove si postano solo outfits ?

Non voglio essere polemica, il detto dice "Il mondo è bello perché è vario", ma onestamente ho sempre trovato limitante la tipologia di outfit-blog (o personal style diary che dir si voglia). Io cerco sempre di ragionare da due punti di vista: io come blogger e io come lettore. Vedere un outfit ogni tanto fa piacere, è una cosa "leggera" e offre un sacco di spunti, sia per capire come viene interpretata e vista la moda nel mondo, sia per prendere accorgimenti sul proprio modo di vestire. Però a me non interessa vedere come qualcuno si veste ogni santo giorno. Inoltre se i capi che mi vengono proposti sono inaccessibili dal punto di vista del prezzo, sul momento un look può farmi sognare, ma a lungo andare vedo quella blogger come un modello inarrivabile. Ecco che il piacere di guardare un look si perde completamente e lascia il post all'insoddisfazione.
Quindi da blogger non proporrei mai solo outfits perché so come ragiono da lettore e non li metterei mai nella mia condizione.


Sei una delle prime blogger che sento dire che prova a ragionare anche dal lettore, una cosa molto rara. Cosa consiglieresti ad altri bloggers per avere una "conversazione" con i loro lettori ?

Io parto sempre dal presupposto che se un blogger diventa famoso o comunque ottiene una notorietà che lo porta a viaggiare, a collaborare con brand importanti..insomma se ha la possibilità di realizzare i propri sogni e levarsi sfizi, è merito dei suoi lettori. Ovviamente in parte ci mette del suo: se ha successo vuol dire che i contenuti che propone sono vincenti, ma comunque sono le persone che lo leggono, che gli danno fiducia seguendolo che lo portano a emergere dalla massa. Quindi io cerco sempre di coinvolgere i lettori in tutti i post che faccio, chiedendo loro un feedback, cercando di rispondere alle loro domande e in alcuni casi li faccio pure essere attivi, nel senso che chiedo loro aiuto, li coinvolgo nei miei "lavori". Non cerco e non voglio un seguito passivo, che si limiti a dirmi "brava" oppure "cosa diamine stai facendo?". Voglio che ci sia un'interazione reale, sennò che senso ha un blog? Non l'ho aperto per scrivere per me stessa. L'ho aperto per comunicare al mondo un mio punto di vista sulle cose e per avere un ritorno su queste mie idee, perché non sempre, anzi mai, sono giuste a priori. Magari il lettore ti aiuta a crescere, aprendoti gli occhi e facendoti realizzare che una cosa di cui eri convinta, magari ha più sfumature, non solo quella che vedevi tu. Questo fa crescere sia come blogger e, in certi casi, anche come persona. L'affetto che ricevo dai miei lettori spesso è inaspettato e riscalda il cuore in un modo che non avrei mai immaginato.


Il lettore è quindi sacro per te. Qualche tempo fa sai che avevo scritto un articolo sulla Sozzani. Anche se il digitale e l'editoriale sono due mondi diversi, cosa pensi del modo in cui vengono considerati i lettori dalle riviste ?

Premettendo che (suonerà strano visto che io "nasco" sul web) io ho una totale venerazione per la carta stampata, questa ha un enorme limite nel rapporto coi lettori: mentre sul web ci può essere uno scambio in tempo reale, sulla carta stampata per ovvie ragioni non è possibile. I lettori sono quindi passivi: si limitano a leggere le notizie, le interiorizzano, possono essere d'accordo o meno con quanto leggono, ma difficilmente potranno ribattere. E' vero che il cartaceo cerca di ovviare come può al problema (ad esempio con le rubriche che contengono la posta dei lettori, oppure segnalando numeri di telefono ed e-mail da chiamare/a cui scrivere per approfondire tematiche ecc), ma non avrà mai il valore aggiunto che ha il web. Online un lettore può immediatamente replicare e dare vita ad un dibattito. Ha una voce, non è passivo. Questo spesso può anche essere scomodo per i giornalisti, però anche qui vale la regola che vale per i blog. Se un giornale vende è perché c'è chi lo compra, quindi trovo come minimo doveroso dare la possibilità ai lettori di dire la loro su un tema, senza trattarli come "stupidi" perché loro sono lettori e non "scrittori". La comunicazione va a buon fine quando è anche bidirezionale: entrambi devono parlare e ascoltare.


Adesso che ci siamo qualche rivista che ti piace ?

Negli anni ne ho lette e sfogliate tantissime, obbligando mia mamma ad abbonarsi a tutto. Ho iniziato con Gioia e Grazia, dopodiché sono passata a Glamour, Vogue ed Elle. Ad Elle sono tuttora abbonata perché è la rivista che più mi assomiglia. Trovo che sia completa e a misura di donna, un po' come Grazia. Vogue ha un fascino più di nicchia: imbattibile come redazionali di moda e fotografia, ma appunto per un pubblico che conosce e sa parlare di moda. Di Glamour apprezzo il suo approccio fresco e giovane.
Per quanto riguarda le altre, ad esempio Marie Claire e Vanity Fair, leggo la versione digitale. Quanto alle "new entry", sono incuriosita da L'Officiel, ma non ho ancora avuto modo di sfogliarla.
Poi adoro anche le versioni estere, specie Vogue America e Elle France ed UK. Le acquisto sempre quando viaggio. E' un po' un mio rituale.


Siccome Greta ed io siamo logoroiche, ho preferito tagliare l'intervista in due, per cui vi chiedo di aspettare un po' per la seconda parte ma non esitate già a commentare!

lunedì 7 gennaio 2013

La mia tenuta per Capodanno + pensieri su Moodstyle Monday

E' da tanto che non vi mostro una mia tenuta, quindi ecco qua l'outfit che ho indossato a Capodanno. E siccome c'è stato un periodo cosi' lungo senza tenute ho pensato che fosse tempo per riflettere su Moodstyle Monday.



E' da qualche tempo già che sto pensando all'utitilità di postare i miei outfits sul blog, il che spiega la scarsità di foto di tenute nella rubrica Moodstyle Monday. Queste interrogazioni sono iniziate perché per il momento non posso acquistare una buona macchina fotografica. Alcuni di voi sanno già che ogni giovedi' commento le foto dei miei fotografi preferiti e a volte vi mostro anche quello che faccio in quanto modella. Quindo trovo molto ironico il mio amore per la fotografia quando non riesco a mostrarvi migliori immagini. 

Questo detto, ho deciso di non fermarmi su questo limite e di continuare a mostrarvi i miei outfits provando ad essere più creativa. Ma questo non significa che abbandono l'idea di avere una bella macchina fotografica anzi sto pensando di risparmiare durante l'estate a questo scopo. Con Mariagiovanna, la mia cara coinquilina e fotografa, stiamo pensando di fare nuove foto appena arrivo in Italia quindi rimanete aggiornati su Moodstyle Monday !


Non esitate a commentare il mio outfit di Capodanno e se avete qualche suggerimento per fare foto più carine sono pronta ad ascoltarvi !

Vestito - H&M
Calze - Asos
Scarpe - Asos 

ps : foto scattata da mio carino fratellino

mercoledì 2 gennaio 2013

Daydreamers : l'e-shop che vi porta la moda coreana a casa

Da quando ho scritto il mio post su Yesstyle, avete scoperto il mio amore per la moda asiatica, quindi non potete immaginare la mia gioia quando ho ricevuto la mail di Alex Hong, il direttore delle vendite di Daydreamers, un e-shop che si concentra sulla moda coreana. Alex mi ha gentilmente chiesto di parlarvi del suo negozio online e della moda in Corea del sud quindi eccomi qua !


E- shop : Daydreamers
Fondatore : Jean Park 
Dove potete comprare i loro prodotti : www.day-dreamers.net 
Facebook : Daydreamers

Quando sono andata a vedere il sito di Daydreamers per la prima volta, mi sono emozionata perché mi ha ricordato Hongdae. Hongdae è il quartiere di Seoul dove si trovava la mia guesthouse ma è anche il quartiere degli studenti visto che è li' che si trova una delle più grandi università del paese : la Honggik University. E' una zona che pullula di studenti innamorati della moda, vanno li' per studiare ma anche per divertirsi E fare shopping siccome è una zona in cui ci sono negozi stilosi. Se mi chiedete perché mi sono ricordata di questo quartiere mentre scoprivo Daydreamers, vi rispondero' che è per le ragazze che ci posano per mostrare i vestiti proposti da questo negozio online. Passeggiando per Hongdae mi capitava spesso di trovarmi davanti a fotografi e ragazze che posavano per e-shop. Sembra che in Asia invece di pagare modelle professioniste preferiscono prendere studentesse. Penso proprio che sia una scelta intelligente poiché questo tipo di pubblicità ha decisamente più effetto dato che queste ragazze sono come la maggior parte di noi, è quindi più facile identificarsi a loro, per cui viene più facile indossare quello che indossano.

Parlando con Alex, ero molto curiosa di sapere perché si erano concentrati cosi' sulla moda coreana. Essendo direttore delle vendite mi ha dato il suo punto di vista da business man, ma le sue risposte rivelano anche che noi, clienti e amanti della moda dovremmo veramente portare attenzione alla moda asiatica perché è un mercato molto creativo che propone vestiti che sono un mix tra le culture occidentale e orientale. Anche se la creatività nel campo della moda si trova principalmente a Londra, Parigi, Milano e NYC, penso che sia tempo di guardare cosa gli altri continenti e paesi hanno da proporre ed è esattamente quello che fa Daydreamers puntando sulla moda coreana.

Attraverso il mio scambio con Alex ho capito che quello che rendeva la moda coreana attraente erano due cose : il design e la qualità dei vestiti. Durante il mio viaggio in Corea del sud sono due cose che ho potuto vedere con i miei occhi. Agli stilisti piacciono giocare con le forme, dimensioni e tessuti in un un modo che noi occidentali non possiamo immaginare semplicemente perché hanno una cultura diversa dalla nostra. Una cosa che mi ha affascinata e che affascinerà chi è innamorato di viaggi e a chi piace scoprire mentalità diverse. Al mio parere la moda è un altro bello modo di scoprire una nuova cultura, proprio come quando si assaggia nuovi sapori, si visita un museo o si impara una nuova lingua.

Riguardo la qualità dei vestiti coreani, posso assicurarvi che è eccellente, perché sanno che se offrono prodotti di qualità si assicurano una clientela fedele. Sono stata abbastanza sorpresa dal modo in cui i vestiti venivano esposti nei negozi e di quanto il personale fosse educato, una cosa totalmente lontana da quello che ho esperimentato fin da adesso in Europa. I commessi prendono proprio il tempo di mostrarvi i vestiti e farvi altre proposte semmai non siete soddisfasti, sempre prendendo in conto il vostro stile. So che quello che dico sembra normale poiché è il lavoro di qualsiasi commesso ma il modo in cui lo fanno è inconstestabilmente diverso. Danno proprio la voglia di tornare a comprare da loro, una voglia che non ho in Europa.
Il design e la qualità dei vestiti è decisamente quello che mi fa credere in Daydreamers perché ho l'impressione di provare in questo e-shop le stesse sensazioni che ho provato quando stavo facendo shopping in Corea del sud.


Natale è adesso dietro di noi, ma so che tra di voi ci sono alcune pazze di shopping, ecco perché vi ho preparato una piccola selezione di vestiti proposti da Daydreamers  (cliccate sui links per vedere meglio i vestiti sul sito di Daydreamers) :













 





 





Dato che abbiamo appena festeggiato Capodanno, ecco qua un regalino offerto da Daydreamers, un codice che vi da il 10 % di sconto sui loro vestiti : 3DS5S6ZLJ3EX

Cosa pensate di Daydreamers ? Datemi il vostro parere !